L'ospedale senza malati


E' un freddo pomeriggio di fine Dicembre quando iniziano ufficialmente le esplorazioni del gruppo. La méta è un sanatorio a due passi dal centro della città. Questa struttura conclude il suo ciclo vitale nel corso dei primi anni del 2000, quando non soddisfa più i criteri di funzionalità richiesti dai canoni dell'assistenza sanitaria; in poche parole: è obsoleto. 
L'accesso alla location non è dei più discreti: la struttura si trova in una zona residenziale ed è circondata da palazzi. Ci disponiamo in fila indiana e ci muoviamo silenziosamente alla ricerca di un ingresso. Trovato un punto privo di recinzione, perlustriamo l'area antistante l'ospedale in cerca di un punto di accesso alla struttura. Le porte sono tutte bloccate, ma non ci abbattiamo e riusciamo a trovare una finestra aperta.
Una volta dentro decidiamo di esplorare l'edificio partendo dal seminterrato; oltrepassato un archivio, lo spettacolo che ci si prospetta davanti è piuttosto sconvolgente. Ci troviamo infatti nell'obitorio, nel quale è ancora presente il tavolo delle autopsie. A pochi metri di distanza: una camerata con tre croci rovesciate. Cominciano a scendere i primi fiocchi di neve quando ci dirigiamo verso la scalinata per salire al piano superiore. L'accesso alle scale è reso difficoltoso da faldoni di documenti e radiografie sparpagliate a terra. Al piano superiore troviamo delle camerate con ancora i letti, boccette di sangue usate per fare i prelievi, tantissime sacche di soluzione fisiologica, sedie, armadi, tavoli, bobine radiografiche... tutto l'arredamento che ci si aspetta di trovare in un ospedale. Le pareti dei corridoi sono cosparse di scritte e simboli anticristiani che ci lasciano un po' intimoriti. Ma l'unione fa la forza e ci supportiamo a vicenda. 

Proseguiamo nel nostro cammino e ci imbattiamo nelle stanze più emozionanti che stavamo cercando: le sale operatorie! I lettini e le lampade sono ancora lì. In una di esse scorgiamo anche un'incubatrice neonatale. Siamo al settimo cielo. Non avremmo mai pensato di trovare ancora lì quelle attrezzature ultra-costose. Avanzando, scopriamo qualcosa che non ci saremmo proprio aspettati: la sala di radiologia diagnostica completa dell'attrezzatura necessaria ad effettuare i raggi x, inclusa la camera di controllo. A questo punto siamo andati ben oltre le nostre aspettative; ci dirigiamo verso la fase finale dell'esplorazione, tornando verso i piani inferiori e ripercorrendo il percorso al contrario, visitiamo l'ala che non avevamo ispezionato. Quello che troviamo di fronte ai nostri occhi è sconcertante: interi stanzoni pieni di apparecchiature informatiche accatastate fino al soffitto: monitor, tastiere, telefoni, stampanti... tutto ammucchiato e dimenticato lì. 'E io pago!' direbbe il buon Totò.

Ritorniamo all'aria aperta, gasati per questa prima esperienza ma con un gran senso di amarezza per lo sperpero enorme di denaro pubblico. La struttura infatti è ancora molto solida... peccato! E' un'enorme perdita per la città.



Se vuoi vedere il video della nostra eplorazione, CLICCA QUI

Buona visione! 


Vi ricordiamo i social network sui quali potete seguirci e trovare tantissime altre informazioni.
Instagram
- Facebook
- YouTube




Commenti